Libertango Parma
Associazione di Emigrati Argentini
nell’anno del Bicentenario della Revolución de Mayo
presenta
Mercoledì 3 febbraio :: ore 18,00
Libreria Fiaccadori :: Strada al Duomo 8 (PR)
IL MIO NOME È VICTORIA
Cosa succede nella vita di una ragazza argentina
che scopre a ventisette anni di essere figlia di desaparecidos?
In questo libro, la parlamentare più giovane dell’Argentina si racconta. La sua vita è un esempio di come la verità tenda ad emergere nonostante le menzogne e gli inganni sistematicamente perpetrati da un regime dittatoriale e di come sia possibile ignorare i legami di sangue. Ma prima di tutto il suo racconto è un modo di gridare al mondo quello che per una vita le è stato negato, il suo nome: Victoria.
Victoria Donda Perez ha cominciato la sua militanza politica e sociale nel 1998 contemporaneamente agli studi di giurisprudenza a Buenos Aires. Nel 2004 è stata chiamata dal ministro per lo Sviluppo Sociale. Eletta nel 2007 è la deputata donna più giovane del Congresso Nazionale.
Libertango Parma Associazione di Emigrati Argentini
Via I. Cocconi 2 PR – Tel. 0521.776943 libertangopr@hotmail.com
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Contesto
La dittatura militare, chiamata Processo di Riorganizzazione Nazionale, ha lasciato tracce indelebili nella vita di migliaia di argentini. 30.000 persone risultano desaparecidos e centinaia furono i bambini dati in adozione a famiglie di militari. Nel 1977 i genitori di Victoria furono sequestrati e rinchiusi nella Scuola di Meccanica della Marina. Il padre fu immediatamente ucciso, e la madre, incinta di cinque mesi, poté partorire prima di essere «giustiziata» attraverso uno dei famigerati «voli della morte» sotto gli occhi dello zio, membro della polizia segreta. Nel tentativo disperato di imprimerle un segno di riconoscimento la madre, prima di essere assassinata, era riuscita a bucarle i lobi delle orecchie facendovi passare del filo azzurro. Adottata da una famiglia di militari, la bambina crebbe con il nome di Analia, ignara della sua storia. Fino a quando, 27 anni dopo, grazie ad una testimonianza anonima, fu contattata dalle Nonne di Plaza de Mayo (Abuelas de la Plaza de Mayo) e scoprì di non chiamarsi affatto Analia e di non essere la persona che credeva bensì la «nipote numero 78». Ma soprattutto scoprì che l’inganno interpetrato dai militari durante la dittatura era sopravvissuto a più di 20 anni di democrazia. La sua identità è a pezzi e le tocca in sorte di «nascere» una seconda volta, figlia di altri genitori, orfana, consapevole del male che ha subito e che con lei hanno subito tanti altri giovani della sua generazione. Ma, recuperato il nome che sua madre scelse per lei, Victoria, saprà anche superare la sua tragedia personale e da allora combatte con tutte le sue forze per garantire il rispetto dei diritti umani. La sua storia è quella di un paese ancora alla ricerca della verità sul suo passato.Per approfondire
www.VictoriaDondaPerez.org.ar
www.abuelas.org.ar

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